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Il Campidoglio rappresenta la città, non è un’arena elettorale

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Roma è una città in declino. Nessuno di noi ha attribuito tutte le responsabilità all’attuale sindaco. Anzi, abbiamo riconosciuto con onestà intellettuale anche la nostra parte di responsabilità. Ma ormai sono passati mesi dall’insediamento di Virginia Raggi. Mesi scanditi da nomine controverse, scontri interni, operazioni di potere discutibili che hanno evidenziato il tentativo da parte del m5s di operare una saldatura con la destra peggiore di questa città, quella degli interessi parassitari e delle rendite di posizione. Mesi in cui della città non si è occupato nessuno. Non delle buche, non dei rifiuti, non dei trasporti, non dell’emergenza sociale. Di nulla. 

Quelli che dovevano fare la rivoluzione hanno occupato i palazzi del potere e ci si sono asserragliati dentro. Nei municipi va ancora peggio: scappano, scappano dal confronto con i cittadini; scappano da quello con le opposizioni.
In questa situazione ti aspetteresti uno scatto d’orgoglio. Un operoso silenzio. Il tentativo di lavorare per affrontare le difficoltà crescenti dei romani. Di recuperare questa falsa partenza. E invece no.

Invece domani il consiglio comunale viene convocato per discutere del referendum. Il consiglio comunale in cui in questi mesi hanno portato pochissime delibere perché non sanno nemmeno scriverle viene sequestrato ed espropriato del suo ruolo. Quell’aula rappresenta la città tutta. E invece con disprezzo delle istituzioni e del buon senso verrà trasformata in una piazza elettorale. Mentre la città è abbandonata a se stessa. Mentre i cittadini attendono risposta.

Questi sono i presunti rivoluzionari grillini: incapaci che con arroganza occupano le istituzioni. Come solo la destra peggiore ha fatto in questa città. Una destra che – non a caso – si guarda bene dal fare opposizione. Giorgia Meloni è scomparsa. Storace è scomparso. Alemanno è scomparso.
Domani il nostro gruppo farà sentire forte la voce del nostro dissenso rispetto a questa scelta offensiva per quella che deve rimanere la casa di tutti i romani.