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“Con il premio di coalizione muore il Pd”

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Intervista a Francesca Schianchi, La Stampa, 4 febbraio

 
 

Sono radicalmente in dissenso con la proposta di Franceschini di premio di maggioranza alla coalizione».

Perché, presidente Orfini?

«La storia dovrebbe essere maestra: già conosciamo i guasti di quel sistema, che obbliga i partiti a mettere insieme quello che non sta insieme. Tornare a quello scenario mi pare incomprensibile. Anche per un’altra ragione».

Quale?

«Si rischierebbe di mettere completamente in crisi la vocazione maggioritaria del Pd: se si torna alle coalizioni, allora si rischia di tornare anche a Ds e Margherita».

Qualcuno ci sta pensando…

«Lo capisco se ci pensa D’Alema, ma non lo capisco da un uomo che vuole bene al Pd come Franceschini».

In coalizione con voi starebbero Alfano e Pisapia?

«Ma veramente vogliamo proporre al Paese una coalizione simile? Mi pare assurdo. Senza alcuna omogeneità politica, cosa potrebbe rappresentare? E dubito che Alfano e Pisapia accetterebbero».

Anche col premio alla lista, se nessuno ha il 40 per cento e si va col proporzionale, governeranno insieme forze eterogenee.

«Il 40 per cento è un obiettivo non impossibile, ma se non si raggiunge si cerca un’alleanza in Parlamento in cui ciascuno pesa per quello che ha preso. Mentre con le coalizioni si dà uno strapotere ai partitini».

In questi giorni sta rallentando la corsa al voto, non trova?

«Non c’è un rallentamento: capiamo se si riesce a costruire un accordo sulla legge elettorale con almeno un pezzo delle opposizioni, a quel punto si approvi rapidamente, anche con l’aiuto della fiducia se serve, e si vada a votare. Se però non emerge una soluzione non vedo come si possa andare avanti».

I tempi?

«Brevi. Alla Direzione del 13 febbraio faremo un primo punto della situazione».

Molti predicano prudenza: l’ultimo il ministro Calenda.

«Non mi persuade: se usi come argomento per non votare il fatto che c’è da governare, finisci per mettere in discussione le elezioni».

Gli unici convinti del voto a giugno nel Pd sembrate lei e Renzi…

«Sul territorio e tra gli elettori, mi sembra che molti siano consapevoli che la legislatura è politicamente terminata».

Secondo il Pd Boccia il problema è che lei è un fan di Renzi e non il presidente di tutti…

«Non parlo di Boccia, parliamo di cose serie».

Con la promessa di primarie o congresso è scongiurata la scissione?

«Se qualcuno ha deciso di farla a prescindere non lo convinci. Ma se voteremo a fine legislatura, si può fare il congresso; se votiamo prima, si possono fare le primarie, ovviamente di partito: questo impegno dovrebbe far considerare chiuso il tema scissione».

Il suo candidato sarà Renzi?

«Vedremo: se i candidati saranno quelli oggi in campo, Renzi mi sembra il più forte».