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Pd adesso più forte. Fase nuova per il Paese

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Intervista di Tommaso Ciriaco, la Repubblica, 01 maggio 2017.

Matteo Orfini, se non è un trionfo di Renzi, poco ci manca: ora arriva “Gentiloni stai sereno”?

«Ma no. Il Pd è il principale partito che sostiene il governo, adesso sarà più semplice farlo».

E allora come cambia lo scenario con questo risultato?

«Si apre una fase nuova nella vita del Pd e del Paese. Abbiamo superato momenti difficili, adesso ci rafforzeremo per arrivare pronti alla sfida elettorale, quando arriverà».

A proposito, quando arriverà? È ancora aperta la finestra d’autunno?

«Ci siamo impegnati a portare a compimento la legislatura».

Nasce il PdR, il partito di Renzi? E la sinistra che fine fa?

«È una rappresentazione caricaturale. Renzi l’hanno votato iscritti ed elettori, mica gente che viene da Marte. E anzi…».

Dica.

«Nel momento di massima difficoltà ci siamo rivolti al nostro popolo. Ne usciamo rafforzati. Perché non ci imitano anche le altre forze, che ci irridevano? Sarebbe una democrazia più forte».

Emiliano e Cuperlo andranno via, con Renzi così forte?

«Spero si evitino gli errori del passato, prolungando all’infinito il congresso. Tutti i candidati si sono impegnati a collaborare col vincitore. Quanto a nuove scissioni, non penso proprio: sono rimasti in momenti difficili, resteranno: il Pd è casa loro».

L’ affluenza è in calo rispetto al passato, ma la soddisfa?

«È un risultato molto importante. C’era il ponte, hanno votato quasi due milioni: in pochi se l’aspettavano. Io sì».

Pare anche pochi brogli.

«Pochissimi, isolati casi. E siamo subito intervenuti».

Renzi, ha stravinto, anche se Orlando dice che è perdente alle politiche. Chi sbaglia?

«Quelle di Andrea sono battute comprensibili in campagna elettorale, ma il nostro popolo non è votato alla sconfitta. E pensa che Renzi sia la leadership più solida e con maggiori chance di vincere».

Ora metterete paletti al governo, facendo cambiare rotta a Gentiloni su Alitalia?

«Credo che Gentiloni condivida la nostra preoccupazione. Renzi avanzerà una proposta, ragionando con il governo della possibilità di evitare che Alitalia chiuda. Vedremo se sarà possibile».

Alzerete il tiro anche in politica economica?

«Quando non eravamo convinti, l’abbiamo detto e abbiamo migliorato i provvedimenti. Penso a manovrina e Def. Se il Pd c’è, il governo è più forte».

E con Calenda come la mettiamo? Passerete dal “meno tecnici, più politici” a “un politico al posto di un tecnico”?

«Abbiamo solo rappresentato un’esigenza, perché le grandi decisioni economiche vanno prese con lenti politiche, non tecniche. Serve solo la pazienza di confrontarsi. Con Padoan ora va meglio».

Il nodo principale resta quello della legge elettorale.

«Condivido l’appello di Mattarella. Il Pd vuole cambiarla. Ora siamo al dunque. Purtroppo siamo gli unici a volere la riforma, gli altri fanno melina».

C’è un limite, oltre il quale si vota con i due Consultellum. A proposito, si può fare?

«Al Senato si è costruita in commissione una maggioranza contro di noi. Il rischio a cui allude è concreto, magari con qualche minima modifica».

Con il proporzionale si allontana anche un’ intesa con Pisapia e gli scissionisti Mdp?

«Con il proporzionale non sono previste alleanze. Vorrei un’intesa con Pisapia, certo. Ma è complicato allearsi con chi ha sempre votato contro di noi in Parlamento e con chi se n’è andato dal Pd. Dicono che Renzi è un dittatore e poi si vogliono alleare con noi?».

E se invece cambia la legge?

«Nel merito, penso che vada mantenuto il premio alla lista. Le coalizioni sono state la rovina del Paese. Ricordiamo Prodi, che era la parte buona, ma avete dimenticato Turigliatto e i ministri in piazza contro il governo? Serve un progetto riformista e di sinistra, allargato ad altri mondi. Questo progetto è il Pd».