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La sinistra difende il popolo e non le élite

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Intervista di Tommaso Ciriaco, la Repubblica, venerdì 20 ottobre.

Presidente Matteo Orfini, il Pd continua a chiedere che Visco non venga riconfermato. Non intendete fermarvi?

«Sono colpito dalle reazioni contro il Pd. E, soprattutto, dagli argomenti usati. Non uno che abbia avuto il coraggio di dire che serve continuità in Bankitalia perché in questi anni ha vigilato bene sulle crisi bancarie. E sa perché? Perché sanno tutti che qualcosa non ha funzionato, quindi ne fanno tutti una questione di metodo… Ma c’è davvero chi pensa che di fronte agli attacchi il Pd non andrà comunque fino in fondo per accertare la verità?».

Può chiederlo al governo, che voleva confermare Visco, fino alla vostra mozione.

«Guardi che la mozione è stata presentata con il parere positivo del governo».

Ottenuto dopo molte pressioni e solo all’ultimo secondo. Così mettete Gentiloni in seria difficoltà, non le pare?

«C’era il parere positivo del governo. In ogni caso abbiamo sempre detto che ci affidiamo alla volontà del presidente del Consiglio, che ha capacità e competenze per risolvere situazioni complicate come queste. Piuttosto, è surreale che in una Repubblica parlamentare si consideri un’inaccettabile ingerenza del Parlamento la volontà di ragionare su quanto accaduto nella vigilanza bancaria. Ma mi arrabbio soprattutto quando vedo le simpatiche alzate di sopracciglio di quella sinistra che dà battaglia nei convegni, ma appena serve è in prima linea per difendere i salotti buoni e l’establishment del Paese».

Non sono toni al limite del grillismo?

«Ma quale grillismo, in questi vent’anni abbiamo pagato un prezzo altissimo a causa di alcune scelte. E tutto perché alcuni leader di sinistra provenienti dalla mia stessa storia e i loro variegati epigoni hanno sofferto un’ansia di legittimazione dell’establishment e difeso l’indifendibile. Hanno fatto scempio con le privatizzazioni, svendendo pezzi di Paese e imposto scelte assurde come il fiscal compact durante il governo Monti. Questo ha provocato una frattura tra sinistra e popolo».

Se la prende con i salotti, ma le critiche sono di Veltroni, Napolitano, Prodi. Come replicate?

«Che sono posizioni assolutamente legittime. E che non le condivido assolutamente».

E Mattarella? Anche lui era orientato alla riconferma di Visco.

«Non ho idea della volontà del presidente su questo punto. Come sempre, ci affidiamo al suo giudizio. D’altra parte, non abbiamo detto “questo governatore sì, questo no”, ma abbiamo espresso un giudizio politico».

Con cui avete sfiduciato Visco. C’è chi dice anche che la commissione d’inchiesta sulle banche sia una ritorsione contro di lui.

«Ma quale ritorsione, cerchiamo la verità. Guardi che nella legge istitutiva della commissione c’è un punto che chiede la verifica dell’adeguatezza della vigilanza».

I risultati possono indebolire un governatore eventualmente riconfermato?

«L’esito dei lavori della commissione arriverà tra diversi mesi, a nomina già fatta. È ovvio che i lavori sono finalizzati a ricercare la verità. E su questo il Pd, nonostante le ingerenze, non si fermerà. Deve avere paura solo chi teme la verità, certo non noi».

Salvini chiede l’audizione immediata di Visco in commissione, cosa farete?

«Salvini stia sereno. Convocheremo Visco, ma dopo aver acquisito e letto i documenti – alcuni dei quali secretati – di Banca d’Italia».

Con Boschi al governo non prestate il fianco alle critiche delle opposizioni, che legano questa vicenda a Banca Etruria?

«Senta, questo modo di affrontare le cose mostra il tentativo di buttare tutto in caciara, come si dice a Roma. Noi non abbiamo nulla da nascondere. E ricordo che i vertici di Banca Etruria, tra cui papà Boschi, sono stati commissariati durante il governo Renzi».

Non è che attaccate Visco per indebolire anche Mario Draghi, carta istituzionale in caso di stallo politico? A pensar male si fa peccato, ma si indovina?

«Non era Draghi a vigilare sulle banche».