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Su politiche migratorie Pd sia argine a razzismo

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Intervista di Giovanna Casadio, la Repubblica, domenica 12 novembre

«Riconosco al governo e al ministro Marco Minniti di avere messo in campo una politica per i migranti, unico paese in Europa, ma è indispensabile rivedere alcuni punti e su questo Emma Bonino ha ragione». Matteo Orfini, il presidente del Pd, condivide la necessità di modifiche e aggiustamenti.

Orfini, cosa risponde alla leader radicale Bonino che chiede al Pd di cambiare linea sui migranti come pre-condizione per un dialogo politico con Renzi?
«Emma Bonino ci ricorda che stiamo parlando di vite umane. Ecco, mi fermerei al confronto di merito. Non voglio usare una vicenda del genere per discutere di alleanze ma le preoccupazioni di Bonino, le cose che io ho detto nei mesi passati e l’impegno del governo mi pare siano basati su obiettivi simili».

Seguite quindi la traccia e l’invito a cambiare politiche sui migranti della leader radicale?
«A me sembra che ci sia da discutere l’efficacia di questa o quella misura, ma se gli obiettivi sono gli stessi e cioè salvare vite, garantire i diritti umani e favorire l’integrazione, non faremo fatica a trovare un percorso comune».

Lei è stato critico in passato sulle politiche migratorie del governo, in questo d’accordo con il ministro Delrio.
«Guardi, il governo ha fatto cose positive, perché è giusto coinvolgere l’altra sponda del Mediterraneo. È giusto immaginare politiche di integrazione nel nostro paese. È giusto combattere in Europa affinchè ci sia una gestione condivisa. Però occorre stare molto attenti su alcuni aspetti, quelli appunto denunciati da Bonino. Il primo punto è che le Ong siano alleate, non nemiche. Invece, non da parte del governo, ma c’è stata una campagna che le ha demonizzate».

Tenere lontane le Ong non crede sia sospetto?
«Tutti devono rispettare le regole. Ma di fronte a scene come quella dell’altro giorno dello scontro tra libici e Ong, in cui i migranti muoiono e nessuno interviene, è opportuno riflettere. E questo è il secondo punto. Va bene rivendicare la diminuzione degli sbarchi, ma se le persone non arrivano più perché muoiono nel deserto o perché rinchiuse in un lager, non abbiamo risolto un bel nulla».

L’accordo con la Libia va rimesso in discussione?
«Non è l’accordo con la Libia ad essere sbagliato, ma quel paese deve garantire dignità, legalità e rispetto dei diritti umani. Mentre ci sono situazioni fuori controllo».

Questa è una richiesta del Pd al governo?
«Minniti ha più volte detto che condivide questa preoccupazione. Il Pd lo va ripetendo. E l’altro punto che intendevo sollevare è che di fronte al clima che c’è nel paese noi dem dobbiamo essere il principale argine culturale e politico al razzismo».

Ma non siete neppure riusciti ad approvare lo ius soli.
«Dobbiamo assolutamente riuscirci. Mesi fa dissi che l’unico strumento era che il governo mettesse la fiducia, resto di questa idea. Capisco le preoccupazioni di chi ha paura che sia una misura impopolare, ma un grande partito di sinistra, quale il Pd è, di fronte a una misura giusta ma impopolare la fa e si impegna a spiegarla all’opinione pubblica».