Finalmente la Sea Watch ha potuto attraccare e i 47 migranti sono stati fatti sbarcare.
Sarebbe dovuto accadere molto prima, se il governo avesse rispettato la legge. Ma andiamo per punti.

🔴 L’accesso al porto può essere negato solo se sussistono gravi rischi per l’ordine pubblico o per la salute dei cittadini.

🔴 Nei colloqui che le nostre delegazioni di parlamentari hanno avuto in questi giorni a Siracusa con le autorità di sicurezza ci è stato più volte ripetuto che non c’erano rischi per l’ordine pubblico.

🔴 Oggi è arrivata la risposta del Ministero della Salute a una nostra interrogazione sulla condizione sanitaria della nave, una risposta che precisa come l’assenza di ogni rischio fosse chiara da giorni.

🔴 Quindi Salvini ha tenuto ancora una volta senza alcuna ragione, e in violazione della legge, 47 migranti in ostaggio. E con loro l’equipaggio della Sea Watch.

🔴 Pochi minuti fa le agenzie hanno battuto le ultime dichiarazioni del ministro: Salvini accusa Sea Watch di non essere andata in Tunisia. Ormai da giorni Sea Watch ha dimostrato di aver chiesto alla Tunisia un porto dove trovare riparo e di non avere ottenuto ascolto. Salvini lo sa ovviamente. Ma preferisce mentire, per alimentare una narrazione che criminalizza le Ong.

🔴 Ong alle quali dichiara di volere sigillare le acque del nostro paese.
Perché evidentemente per lui se salvi chi rischia di morire devi essere perseguitato. Se invece da ministro violi la legge il parlamento ti deve salvare evitandoti il processo.

🔴 Di Maio, Conte e Toninelli ogni giorno ribadiscono che le scelte di Salvini sono state assunte collegialmente da tutto il governo e che loro le condividevano. Quindi il M5S ha condiviso la scelta di violare ripetutamente la legge a danno dei diritti di decine di esseri umani in difficoltà. E condivide la criminalizzazione di chi salva vite umane.

Questi i fatti.
Raccontiamoli senza farci spaventare da chi semina odio e bugie. E non dimentichiamo mai di dire grazie a chi, come le donne e gli uomini della Sea Watch, mette ogni giorno la propria vita al servizio degli altri.

(foto: Fotogramma/Ipa)