, , ,

Caro Zingaretti non siano solo parole, una lista unitaria in quattro mesi

Intervista di Arturo Celletti, Avvenire, domenica 12 gennaio

Matteo Orfini, lei un anno fa chiese quello che oggi chiede Zingaretti, ma tutti le dissero no. Perché?
Perché allora non era visibile quello che oggi tutti vedono. C’è un popolo che chiede un’alternativa radicale alla destra, a Salvini, al sovranismo. E ci sono le forze della sinistra che non riescono a parlare con quel popolo. Anzi che lo respingono. 

Vede allora una nuova consapevolezza?
Zingaretti un anno fa contestò il progetto che oggi propone. Disse che non serviva. Che sarebbe stato un errore sciogliere il Pd. Oggi, dopo mesi che guida il Pd, si rende conto che c’è un muro tra noi e un pezzo di Paese. E che bisogna rischiare.

Che significa rischiare?
Che bisogna mettere in moto un’operazione ambiziosa. Che per intercettare quel popolo di cui parlavamo bisogna sciogliere il Pd e dire a tutte le forze di fare la stessa cosa. Bisogna iniziare una nuova storia. Serve un foglio bianco su cui scrivere, tutti insieme, nuove regole, una nuova carta di valori…Si stracci lo statuto del Pd e si dica che quello che c’è stato fino ad oggi non c’è più. E poi si metta in discussione ogni posizione. Da quella di Zingaretti a quella dell’ultimo segretario di sezione.

La svolta del segretario è sincera?
Conosco il Pd. E’ il mio partito. E conosco le resistenze e le contrarietà al progetto. Le ho viste. Le ho ascoltate. Zingaretti ha disegnato un percorso, ora deve trasformare le parole in fatti. Ora deve fare cose. Perché sarebbe terribile se tutto si risolvesse in un grande titolo sui giornali.

Il progetto ha dei nemici?
Molti sono dentro il Pd, molti sono fuori al Pd. Nemici sono quelli che antepongono al progetto gli egoismi personali e di corrente. Ma se facciamo le cose bene, una grande partecipazione popolare travolgerà le resistenze.

E allora qual è la strada?
Esattamente questa. Mettiamo da parte gelosie di corrente e di partito. La strada è partire dal basso. E dare vita a comitati di fondazione in ogni città, anzi in ogni quartiere.

Che percorso auspica e che tempi immagina?
Non può essere una cosa frettolosa. Non si può creare un soggetto nuovo in un mese. Se devo immaginare un timing, direi una lista unitaria alle regionali di primavera che apra la strada al nuovo soggetto. Anche quando nacque il Pd facemmo prima una lista unitaria.

Se le chiedessi cinque priorità del nuovo soggetto?
Sbaglierei tutto se indicassi io le priorità. Queste vanno trovate e scritte insieme. Poi certo ci sono battaglie che il popolo della sinistra chiede e con le quali vanno fatti i conti. Bisogna rovesciare quell’idea di sicurezza che ha in testa Salvini, bisogna dire basta disuguaglianze.

Se nasce il nuovo soggetto, muore il governo?
No, il nuovo soggetto può rafforzare il governo Conte, ma il nuovo soggetto e il M5s sono forze alternative. L’alleanza finirà quando finirà questa fase emergenziale. Quel giorno torneranno a confrontarsi. Noi dobbiamo essere ambiziosi. Capire che un soggetto come quello che proveremo a costruire sarà la forza politica più forte nel Paese e avrà l’obiettivo di governare. Ma costruendo qualcosa di largo. Partendo da un punto irrinunciabile: si scioglie il Pd e si sciolgono tutte le forze della sinistra. Penso a Fratoianni. E penso anche a Calenda e a Renzi.