Intervista a Il Foglio.it di Simone Canettieri, martedì 8 febbraio

Matteo Orfini, la crisi del M5s indica al Pd l’ora del proporzionale?

“Sì, non solo la crisi dei grillini ma anche la fatica dei partiti in questa fine legislatura dimostra che l’organizzazione in coalizione forzate non interpreta più l’interesse del paese”.

Ma il M5s rischia di essere una palla al piede per il Pd.

“Il problema non sono loro, ma il tentativo di costruire una coalizione che tenga insieme da Conte a Renzi, fino a Calenda, Fratoianni, Bonino. Mentre avremmo bisogno che ognuno rafforzasse il proprio profilo per misurarsi con gli elettori. Per questo serve il proporzionale”.

Ma Enrico Letta non è d’accordo.

“Il Pd ha scelto il proporzionale formalmente quando lo ha legato al taglio dei parlamentari. Letta è il segretario del Pd e di certo condivide la linea del proprio partito”.

Secondo lei in questo momento chi è più affidabile come interlocutore: Di Maio o Conte?

“A me pare che la vicenda del Quirinale abbia dimostrato l’affidabilità dei gruppi parlamentari del M5s e dei capigruppo che li guidano che mi sono parsi sempre molto seri e responsabili anche quando i leader sembrano confusi”.

Ma lei non mi ha risposto: è un modo per dire nessuno dei due?

“Il M5s deve trovare un modo normale per risolvere le questioni interne, noi facciamo i congressi. Non possiamo sceglierci l’interlocutore. Devono sceglierlo loro”.